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FIREARMS UNITED’s Answers to EU

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On our BACKGROUND page we list all interesting informations and arguments against the EU gunban. Feel free to read our reports and answers and use the arguments when you write to or call your politician or talk to a journalist.

Ours answers to EU

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National Implementation – what now?

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Now that the firearms directive has passed through the council (25th of April, 2017) what is race to the national implementation.

The hard lobbying work done by Firearms United, and its associates, and the information and feedback that you have sent and mailed to your MEPs resulted in numerous exceptions, which are left up to national authorities (and stakeholders) to implement.

The exception for military reserve, for example provides local authorities pretty much free hands to ensure that whatever kind of firearms are available to whatever the local authorities define to be military reserve. This could (theoretically) mean anything from free machine guns to everybody and their mother to for example some locally define group of reservists being exempt from magazine restrictions – and of course this exception only works in countries where one actually has a military reserve.

The exception that can be used more widely is the sport shooters exception – which has also some wiggle-room. For example, how do the local authorities define a sport which needs a normal capacity magazine, thus ensuring a sportshooter being exempt from magazine restrictions? Is it just for the lucky individuals involved in the IPSC who are exempt? Or is it everyone, who has a gun permit issued for sportshooting, so that sport shooter can practice multiple different disciplines?

This means in practice that it is very important to ensure that the sport exception applies for as large group of people as possible. And this is something that you can help with. In many countries stakeholders (sport shooting clubs for example) are consulted regarding the implementation before the law is passed.

It means that you and your club should be really active, check the local translation of the firearms directive in case of any translation mishaps and then be really active when stakeholders are consulted to ensure that as wide group of firearms enthusiasts are covered by the exceptions.

 

Attentato di Stoccolma: non questione di “se”, ma di “quando”

La tragedia di Stoccolma è un avvertimento: la vecchia Svezia non esiste più. Quest’attacco alla società svedese non era una questione di “se”, ma di “quando”.

Da tempo la Svezia si era guadagnata un posto tra i bersagli del terrorismo islamico: a Natale del 2010 il militante islamico Taimour Abdulwahab – abitante a Tranås ma radicalizzatosi a Luton, nel Regno Unito, un terreno di coltura ormai famoso per gli estremisti islamici – si è fatto esplodere al centro di Stoccolma tra la gente che faceva le compere natalizie. Tuttavia, Abdulwahab uccise solo se’ stesso, ed è forse stata la mancanza di altre vittime che ha consentito alla Svezia di continuare a tenere un atteggiamento tollerante nei confronti delle interpretazioni radicali dell’Islam. La paura di essere etichettati come “razzisti” e “islamofobici” è reale, e condiziona pesantemente la vita pubblica quotidiana degli svedesi.

L’attacco terroristico dell’8 aprile non ha visto l’uso di strumenti o materiali disponibili solo sul mercato nero o utilizzabili solo dopo aver acquisito conoscenze speciali; l’attentatore ha usato un TIR rubato, come l’attentatore di Nizza (sul TIR era presente un ordigno artigianale, che tuttavia fortunatamente non è esploso). Ancora una volta abbiamo avuto la dimostrazione di come le politiche ideologiche e le loro soluzioni facili non sono in grado di affrontare l’odio che i terroristi ispirati dall’ideologia politica e religiosa nutrono nei confronti delle nostre società aperte.

Ironicamente, lo stesso giorno dell’attentato portato avanti a Stoccolma con un camion rubato, il Partito Moderato ha dato il via al governo a guida socialista per votare “si”, in sede di Consiglio dell’Unione Europea, alla modifica della direttiva europea sulle armi come uscita il mese scorso dall’Europarlamento. Tutti gli altri partiti liberali e conservatori si sono opposti, ma apparentemente per il Partito Moderato le buone relazioni con Bruxelles sono più importanti delle libertà individuali e dei diritti civili degli svedesi, e un ottimo motivo per accodarsi a socialisti e verdi.

Protezione

Ma come si può proteggere una società contro i terroristi che, in nome di un credo religioso, guidano camion a tutta velocità sulle strade pedonali con l’intento di uccidere quanti più innocenti possibile?

La risposta è semplice: non si può, e di certo non ci si riesce tramite soluzioni ideologiche che vanno a colpire solo i cittadini onesti. Le migliori speranze di combattere efficacemente il terrorismo sono riposte nell’Intelligence, nel controllo delle frontiere, nel miglioramento delle condizioni sociali in alcune aree tendendi a diventare terreno di coltura per il radicalismo, e una revisione del sistema legale, con particolar riguardo alla definizione delle attività sovversive ed eversive.

Serve una discussione

La società svedese – e con essa le società di tutti i Paesi dell’Europa occidentale – deve intavolare una discussione su quale sia il confine tra la libertà di religione e di parola e attività da considerarsi criminali come, ad esempio, la propaganda di stampo salafita. Cosa costituisce “eversione”? Mettersi al servizio di un’organizzazione terroristica anche “soltanto” per finanziarla o per reclutare adepti dev’essere considerato terrorismo tout court. Le attività sovversive e l’organizzazione di milizie sono illegali in Svezia – così come in tutti i Paesi UE – eppure nel Paese nordico e in molti altri Stati Membri dell’Unione si è sviluppato al riguardo un livello monumentale di tolleranza: recentemente due uomini arrestati per aver portato avanti attività di finanziamento e reclutamento per l’ISIS sono stati accusati solo di frode, non di terrorismo, perché i magistrati svedesi hanno voluto dare maggiore importanza alla libertà d’organizzazione anche in un caso come questo.

http://www.na.se/blaljus/terrormisstankta-mannen-fran-vivalla-ska-atalas-for-bedrageri-det-ar-ett-misslyckande

È necessario intavolare una discussione al riguardo, alla luce dell’attentato di Stoccolma, ma non sarà facile in un clima politico in cui qualsiasi forma di critica all’Islam viene etichettato come “rimestare nel torbido”. Il paradigma politico deve cambiare, in Svezia come in molti altri Stati europei, se non vogliamo che il terrorismo riempia ancora le nostre strade di morti innocenti.

Articolo pubblicato originariamente sul blog blickovernejden

The EU Gun Ban is approved without amendments

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Our partner GUNSweek summed up the outcome: Just as the European gun owners community feared, the modifications to the European firearms directive were approved without amendments – a slap in the face of the so-called European democracy and to the civil rights of millions of gun owners Europe-wide

The European Parliament ultimately failed the citizens of the Union by not attempting to amend the text further in order to remove serious pitfalls that may come to haunt law-abiding gun owners in the future; it also failed the citizens of Europe by choosing political exigency over civil liberties and not being bold enough to consign this legislative mess to the rubbish bin where it belongs.

However the biggest loser in this entire process has been the EU itself and its credibility with millions of honest citizens like you who will neither forget nor forgive it for the way it has treated them.

With its vote, the European Parliament decided that democracy and justice in Europe do not exist, and that not all European citizens are created equal. Terrorists and criminals are thankful.

For the first time in its history, Europe has its own unitary gun rights advocacy group (FIREARMS UNITED) – an entity that has been fighting against the EU gun ban ever since it was first proposed back in November 2015.

This was theirs first fight, but they succeeded in watering down the proposal significantly, fighting with very little money, experience, and connections within the European institutions.

You can be sure that FIREARMS UNITED will follow up the process of implementing the guideline into national laws and prevent further pitfalls. We already stopped an attempt in Hungary to forbid semiautomatic rifles which could hold bigger magazines.

You can read the details what is behind the new categories A6 to A8 in English and Italian, if you click on the buttom “FOCUS ON:WHAT NOW”

GUNSweek wrote here:

European Commission has lost its crazed bid to destroy historical firearms in museums and private collections. It lost all this in spite of slandering honest citizens, lying consistently and presenting false statistical data.

There will be no total ban and mass confiscation of “Category B7” modern sporting firearms, both working and deactivated

There will be no total ban and mass confiscation of firearms that can accept magazines over 10 rounds in capacity

There will be no total ban and mass confiscation or mandatory deactivation of historical and modern automatic firearms kept by museums or by private collectors for cultural and research purposes

There will be no total ban of all realistic imitations of automatic firearms

There will be no mandatory medical and psychological tests for gun owners

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#EUGunban: Outcome Of The Vote

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Yesterday the European Parliament meeting in Plenary in Strasbourg voted on the Provisional Agreement reached in December following the Trilogues. The rejection of the Commission Proposal as well as the amendments proposed to improve the text failed to make it due to the first two votes:

AM 109 (ENF) & AM 123 (EFDD): Rejection of the Commission proposal
For: 123
Against: 562
Abstentions: 14

AM 107 (Committee): Approval of Provisional Agreement
For: 491
Against: 178
Abstentions: 28

30% of all the MEPs present for the vote did not approve the Provisional Agreement. This is a significant amount.

The Commission lost its bid to confiscate your legal property and destroy your passion for sport shooting, hunting, collecting and other legitimate activities in which you use your firearms. It lost its crazed bid to destroy historical firearms in museums and private collections. It lost all this in spite of breaking its own rules, slandering innocent citizens, lying consistently and presenting false statistical data.

The Commission lost because people like you came together to defend our common ideals and interests and supported us in every way possible in our efforts to gain the support of sensible MEPs. We reciprocated your support by carrying out all our work voluntarily in order to make the most of our limited resources. We are eternally grateful to you as we are to those MEPs who worked just as hard as we did to bring about this victory against all odds.

Nevertheless Parliament ultimately failed you by not attempting to amend the text further in order to remove serious pitfalls that will come to haunt us in the future. It also failed you by not being bold enough to consign this legislative mess to the rubbish bin where it belongs. It failed you by choosing political exigency over your civil liberties.

However the biggest loser in this entire process has been the EU itself and its credibility with millions of honest citizens like you who will neither forget nor forgive it for the way it has treated them.

Read more and watch the press conference in 8 languages:

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The Voting Day is approaching!

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Situation update:

As we have indicated earlier the European Parliament will vote on the firearms directive on 14th of March.

Firearms United staff has worked overtime to provide you with the summary of the current situation:

The voting will work with the following principle if it follows the standard protocol: First there is a majority vote on whether the current compromise (with all the magazine restrictions etc) is approved or not, and if not, then the voting will proceed with the proposed amendments, which there are 166 (!!!)

You can find all the amendments from here:
http://www.europarl.europa.eu/plenary/en/report-details.html?reference=A8-0251-2016

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Message for the European Commission – Video

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Why does European Commission want to make us vulnerable to terrorist attacks? Polish and European shooters and gun owners want to send a very important message to the European Commission – we will not stop fighting for our rights and we will continue to expose all your lies.

Czech minister wants to guarantee the right to keep and bear arms

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A constitutional amendment would enable Czechs to acquire and possess a gun for security purposes. This is a partial response to the proposed EU Firearms Directive. EURACTIV Czech Republic reports.

Here some snippets which refer to Brussels’ Firearms Directive:

Almost all of the Czech MEPs have already expressed their negative position to the Firearms Directive.

They are also preparing new amendments to the proposal and convincing other MEPs to vote against at plenary session scheduled on 14 March. Czech ANO 2011 MEP Pavel Telička, vice-president of ALDE, has already announced that his faction will not support the Firearms Directive.

“There is a rare consensus among Czech MEPs on this matter with only one exception,” Czech Křesťanská a demokratická unie MEP Tomáš Zdechovský (EPP) said.

“There are still some provisions full of contradiction in the proposal such as restricting the rights of legal owners, groundless limits for magazines capacity and also some sanctions and obligations for sport-shooters,” EURACTIV.cz was told by Czech MEP Dita Charanzová (ALDE) who is the vice-president of IMCO.

Read the whole article: LINK

Read more about Czech MEP Dita Charanzová’s next steps here: Link

Read more about our Czech partner LEX who is fighting against the EU Gunban: Link

“Laws are like sausages, it is better not to see them being made”

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The EU-decision making process is a complex one. Firearms United has been following the EU legislation process up close and personal since the day ill-conceived proposal from the commission saw the light of day, and based on what we have seen, Otto von Bismarck was right when he (allegedly) said: Laws are like sausages, it is better not to see them being made.

The “Trilogue” is still ongoing and we are now in the phase called: “First Reading”

That is where in a nutshell The European Parliament examines the Commission’s proposal and may:

  • adopt it or
  • introduce amendments to it

After that the Council may:

  • decide to accept the Parliament’s position: in such a case the legislative act is adopted
  • amend the Parliament’s position: the proposal is returned to the Parliament for a second reading

What ACTUALLY really happened so far was that in council France, Germany, Italy and Spain did some shady dealing in backstage and sent a veiled threat in the letter and thus heavily dictated the Council position to which some improvements were pushed in by some countries (FI, CZ, etc).

During that time, the parliament examined the proposal, noticed that it was “unworkable” (We have to agree with the rapporteurs on this one!). Some 900 or so amendmends were made, some voted in – some left out – but in the end we had parliament position. In the trilogue meetings during autumn, a compromise – which we described and published earlier – was reached.

This brings us to present day – The key parts of the proposal are still unfinished (the ones that got this mess started in the first place – deactivation rules) and the parliament is due to vote on the proposal in March – over month before the new deactivation rule proposal is even returning from comments round.

Now two things may happen – either proposal is approved or amended, which brings us to

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Meeting a Strasburgo

Il 15 Febbraio Firearms United ha tenuto un fruttuoso meeting con la Portavoce Vicky Ford a Strasburgo. Dopo l’incontro la Portavoce ci ha mandato una lettera di cui vi riportiamo una fedele traduzione.

Firearms United ha apprezzato il buon lavoro della Portavoce nell’assicurarci, per quello che le è stato possibile e a dispetto delle intense pressioni subite dal Consiglio e dalla Commissione, i migliori termini negoziabili durante il Trilogo.

Ciò non di meno, Firearms United ed il suo team di esperti sono fortemente preoccupati dal testo che sarà discusso in seduta Plenaria, questo è ancora pieno di insidie: rischia di criminalizzare cittadini innocenti e rispettosi della legge e di sprecare ingenti risorse degli stati membri nell’applicazione di complesse e inutili restrizioni.

Per questo motivo Firearms United si impegna a collaborare con la Portavoce e i MEP più sensibili alla nostra causa appartenenti a qualsiasi schieramento politico al fine di introdurre miglioramenti tecnici che garantiscano un’implementazione sicura ed efficiente della Direttiva.

E’ grazie al continuo appoggio morale ed economico di Voi legali possessori di armi da fuoco che Firearms United  è ad oggi in grado di proseguire la negoziazione e, se sarà necessario, nel prossimo futuro, anche di agire legalmente a livello Europeo e dei singoli Stati Membri.

Download: Link o leggi traduzione italiana

Caro Signor Duszyński,

Grazie per essere venuto ad incontrarmi la scorsa settimana. Abbiamo discusso vari punti e le scrivo questa lettera perché la possa divulgare ai vostri membri.

Esiste una legislazione Europea sulle armi in vigore fin dagli anni ’90. Ciò ha richiesto continue revisioni, specialmente per la parte legata alle armi da fuoco disattivate inadeguatamente. Ad ogni modo i cambiamenti proposti dalla Commissione nel 2015 erano infattibili ed avrebbero posto restrizioni spropositate ai legali possessori di armi. C’è stato un voto all’Europarlamento per rigettare l’intera proposta, ma non è stato supportato da maggioranza. Il Parlamento tramite il suo Comitato ha proposto invece degli emendamenti significativi per proteggere gli interessi dei cittadini.

Non è possibile per il Parlamento Europeo fare questi cambiamenti da solo poiché necessita anche dell’approvazione del Consiglio, il quale consiste dei rappresentanti dei governi nazionali dei 28 paesi membri. Molti di questi governi vorrebbero introdurre ulteriori restrizioni e non hanno accettato emendamenti dal Parlamento.

Emendamenti significativi.

Durante i mesi di scrutinio il Parlamento ha lavorato con molti gruppi di legali possessori d’armi e ha così apportato miglioramenti significativi alla proposta iniziale:

  • Rimozione delle restrizioni su oggetti che assomigliano ad armi da fuoco automatiche, poiché un criterio basato su criteri di somiglianza è inapplicabile;
  • Reintroduzione della previsione che consente a riservisti, musei, collezionisti e cinematografi di continuare a detenere armi automatiche sotto l’obbligo di procedure di sicurezza e stretti adempimenti;
  • Consentire ai rievocatori e a tutti i possessori di armi disattivate di continuare a detenerle assicurando al contempo standard di disattivazione certi. I problemi tecnici della disattivazione sono stati riconsiderati;
  • Ha affrontato il problema delle armi a salve derivanti da armi disattivate in maniera grossolana e vendute senza licenza, poi riconvertite e usate in alcuni recenti attacchi terroristici.
  • Le previsioni per sostenere i possessori più giovani sono state mantenute, come il riconoscimento delle necessità specifiche delle zone rurali più remote;
  • Sono stati introdotti requisiti di stoccaggio più rigidi in linea con quelli di alcuni Stati Membri;
  • La proposta di un controverso test medico obbligatorio è stata rimossa, affidando a ogni paese la definizione di criteri propri per la certificazione medica.
  • Sono state introdotte nuove misure per un mercato più trasparente e per un miglior scambio di informazione tra gli Stati, ma senza aumentare gli oneri i piccoli rivenditori.

Malgrado questo i legali possessori di armi non possono assolutamente dirsi soddisfatti.

Tiratori Sportivi

I MEP credono che i partecipanti a competizioni di tiro dovrebbero poter continuare la loro legittima pratica, nella misura in cui gli è già consentito. L’originale approccio della commissione avrebbe posto molte delle armi usate dai tiratori nella categoria “A” dunque vietate ai civili. Comunque dopo l’emendamento del parlamento ogni Stato Membro ha la possibilità di dare autorizzazione al possesso delle armi di categoria “A” ai tiratori sportivi, sempre che l’individuo sia attivo nel tiro o nelle competizioni.

I MEP hanno lavorato a stretto contatto con le organizzazioni di tiro sportivo nazionali e internazionali, inclusa la IPSC, per assicurare che l’autorizzazione copra chi sta iniziando così come chi già pratica lo sport. L’attuale libertà di scelta dell’equipaggiamento usato dai tiratori nelle loro discipline deve essere mantenuta e, per facilitare la partecipazione nelle competizioni internazionali, le norme che regolano l’ “European Firearms Pass”, saranno aggiornate per includere le nuove armi, incluse quelle categoria “A” detenute da questi tiratori.

Molte delle armi comunemente usate per tiro sportivo, come quelle a percussione contrale semi-automatiche, non sono interessate dalla regolamentazione.

Questa è una delle aree nelle quali gli stati membri hanno perseguito regolamentazioni più rigide e meno facilmente applicabili, ma il Parlamento ha respinto l’iniziativa. Se i tiratori sportivi sono preoccupati di come la nuova proposta funzionerà a livello pratico, dovrebbero lavorare con le autorità negli stati di appartenenza poiché quella di autorizzare o meno dette attività sportive sarà una decisione presa al livello dei singoli stati.

Caricatori e affini

Commissione e Consiglio volevano ambedue la messa al bando di tutti i caricatori ad “alta capacità” Il team di negoziazione del Parlamento non ha supportato questa posizione. Comunque il Consiglio ha rifiutato di accettare scenari in cui non ci fossero nuove limitazioni su caricatori e affini. Ancora gli stati Membri hanno cercato soluzioni più restrittive e rigide che sono state respinte dal Parlamento.

Dopo una lunga negoziazione è stato proposto quanto segue:

  • Caricatori e affini non sono vietati o limitati di per se;
  • Le armi semi-automatiche che permettono di sparare più di un certo numero di colpi senza ricaricare ora divengono di categoria “A” solamente se un caricatore di capacità superiore è inserito o fa parte dell’arma. Per le armi corte il limite è di 20 colpi, per le lunghe è di 10. Tiratori Sportivi, proprietari già esistenti, collezionisti, riservisti e certi altri particolari utenti potranno continuare a detenere dette armi e usare caricatori ad “alta capacità” previo rilascio di apposita autorizzazione di categoria “A” rilasciata dagli Stati Membri.
  • Chi è sprovvisto di autorizzazione categoria “A” ma è in possesso di quella categoria “B” e si trova in possesso di caricatori ad “alta capacità” rischierà di vedersi revocata l’autorizzazione a possedere armi. Non ci sono restrizioni nella Direttiva sul ri-ottenimento dell’autorizzazione in futuro.
  • Nuovi acquisti di caricatori ad “alta capacità” sono riservati a chi è in possesso di autorizzazione di categoria “A”.

Riservisti

Nell’accordo gli stati Membri continueranno ad avere la possibilità di organizzare e proteggere la propria Riserva Nazionale o qualsivoglia forza di difesa pubblica.

Gli Stati Membri saranno in grado di concedere autorizzazione di categoria “A” agli individui per la protezione delle loro infrastrutture di sicurezza, spedizioni commerciali, convogli portavalori e obbiettivi sensibili, così come per la difesa nazionale. Gli Stati Membri potranno concedere o permettere l’acquisto e il possesso delle armi per questo scopo.

Le forze armate, la polizia e certe pubbliche autorità non sono regolate dalla direttiva, è prevista una regolamentazione speciale per la Svizzera

Collezionisti e Musei

La Commissione ed il Consiglio hanno insistito affinché i collezionisti e i musei rientrassero nella revisione della direttiva poiché in molti Stati Membri questi devono già seguire regole esistenti. Una volta esecutiva la Direttiva richiederà ai collezionisti di seguire le medesime regole per l’acquisto ed il possesso degli altri possessori di armi.

Il team di Negoziazione del Parlamento ha lavorato duramente per assicurare una speciale autorizzazione che consenta ai collezionisti di continuare a detenere armi di categoria “A”. Gli stati membri avranno quindi il potere di concedere autorizzazione di categoria “A” in casi eccezionali a collezionisti soggetti a misure più restrittive. Queste autorizzazioni possono essere concesse quando sia dimostrato un giustificato motivo, per esempio per intenti storici e di ricerca, come nel caso dei collezionisti già in possesso di licenza.

Armi di particolare importanza storica non saranno coperte dai nuovi requisiti di marchiatura, ne questi requisiti saranno applicati alle armi antiche.

La collezione di munizioni sarà consentita e le regole riguardanti la marchiatura delle munizioni non sono cambiate.

Armi automatiche convertite in semi-automatiche

L’approccio iniziale del Parlamento era quello di lasciare tutte le armi demilitarizzate nella categoria “B” quando la conversione è irreversibile. Tuttavia questo orientamento è stato completamente respinto dal Consiglio e dalla Commissione.

Il team di Negoziazione del Parlamento ha assicurato una clausola ereditaria che assicurerà ai possessori di armi già esistenti di continuare a detenere, trasferire, fare oggetto di lascito ereditario o cedere queste armi ad altri aventi autorizzazione appropriata rilasciata dallo Stato Membro.

Questi tipi di armi saranno inoltre a disposizione dei tiratori sportivi che riceveranno autorizzazione dei categoria “A”.

Prossimi passi

L’accordo temporaneo deve essere votato da tutto il parlamento in una sessione plenaria che si terrà il 14 Marzo approvata formalmente dal Consiglio dei Ministri UE.

Ci sarà anche un dibattito nella camera del parlamento la mattina del 14 Marzo, qui i MEP del parlamento potranno discutere l’argomento. I MEP potranno proporre emendamenti alla posizione negoziata, ma se questi passeranno vi sarà il rischio di destabilizzare l’intero pacchetto e la proposta sarà rinviata ad  una “seconda lettura”. A questo punto il Parlamento non sarà così coinvolto nella negoziazione e c’è il rischio che il Consiglio si riassesti su posizioni più rigide.

Al fine di proteggere i diritti dei legali possessori d’armi è importante stringere i contatti coi governi nazionali il prima possibile e specialmente durante il processo di recepimento della direttiva nelle leggi nazionali. I singoli Stati Membri hanno il potere e la flessibilità di garantire autorizzazioni ed esenzioni per molte categorie di legali possessori. E’ importante che i cittadini ritengano i governi responsabili della piena applicazione di questi poteri.

Vicky Ford

“EU WON’T DEFEAT US” – video

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The goal is to disarm Europe and make it defenseless – at least that is what the European Commission tries to do for the last 18 months. Fortunately, this action is being pushed back by the law abiding firearms owners. Why the Eurocrats try do so? Isn’t it that making a terrorists’ life easier should be considered a treason? For whom the European Commission works? Does the MEPs DO UNDERSTAND WHAT ARE THEY VOTE UPON AND DO THEY CREATE LAWS CONSCIOUSLY? See for yourself in this shocking material on incompetence of modern Europe.