COMMISSIONE EUROPEA: RICATTIAMO IL PARLAMENTO PER METTERE A RISCHIO I CITTADINI

Mentre il trilogo procede col suo contorno di scarsa trasparenza, la Commissione Europea fa ricorso alle pressioni della retorica per ottenere maggiori restrizioni. Secondo la Commissione, il Parlamento Europeo dovrebbe “abbandonare questa mentalità ristretta” e “non accettare compromessi sulla sicurezza dei cittadini”. Purtroppo chiunque abbia seguito nel corso dell’ultimo anno la vicenda della modifica della direttiva europea sulle armi sa benissimo che la Commissione persegue scopi politici, e per di più che è la Commissione stessa ad aver messo in pericolo i cittadini degli Stati Membri per anni.

DUE TIPI DIVERSI DI PROVVEDIMENTO

Al momento sono sul tavolo due tipi di provvedimento, messi insieme in un unico pacchetto – esattamente come vuole la Commissione.

Le prime sono i provvedimenti DAVVERO necessari alla nostra sicurezza. Se volete sapere di quali provvedimenti parliamo, ricordate i tragici eventi che hanno innescato il processo di revisione della direttiva europea sulle armi: il massacro del Bataclan, commesso con armi a raffica di provenienza illegale acquistate sul mercato nero belga; la strage agli uffici di Charlie Hebdo, commessa con armi disattivate in maniera impropria e illegalmente riattivate. E questa è solo la punta dell’iceberg: secondo le forze dell’ordine di molti Stati Membri, le armi militari provenienti dalle zone di guerra e le armi disattivate in maniera impropria sono le fonti principali che alimentano il mercato nero che serve criminali e terroristi.
Si tratta di una grave minaccia per la sicurezza comune – così grave che anche nella forma attuale della direttiva 91/477/CEE, come modificata dalla 2008/51/CE, si legge:

“Nel rispetto dell’Articolo 13a(2) della presente Direttiva, la Commissione Europea dovrà emanare linee-guida tecniche comuni sulle modalità di disattivazione da implementare negli Stati membri per assicurarsi che la disattivazione delle armi da fuoco sia irreversibile.”

La Commissione avrebbe dovuto adempiere a questo OBBLIGO LEGALMENTE VINCOLANTE entro pochi mesi; lo ha fatto il 18 novembre 2015, quattro giorni dopo gli attentati di Parigi. Per sette anni, la pigrizia e la negligenza della Commissione hanno consentito al mercato nero di fiorire sfruttando questa scappatoia. C’è voluto il massacro di 130 persone perché i burocrati della Commissione si decidessero a fare il loro lavoro.

Si, ci sono in effetti nel testo delle misure non solo importanti, ma anche INDISPENSABILI: linee-guida tecniche comuni per impedire la riattivazione illegali. Standard tecnici per l’industria delle armi a salve che impedisca la produzione di modelli facilmente convertibili all’impiego di munizioni vere. Un miglior controllo sullo spostamento delle armi da fuoco tra gli Stati membri. Tutte misure necessarie per la sicurezza dell’Unione Europea. Lo sappiamo noi, lo sa l’Europarlamento e – cosa più importante – lo sa anche la Commissione Europea.

SI PARANO IL CU*O!

È per questo che la Commissione ha messo tutto insieme in un unico pacchetto assieme alla sua agenda politica: per nascondere le loro responsabilità e coprire la loro oltraggiosa negligenza. Avendo trascurato per anni i loro obblighi di fronte alle loro stesse leggi, dopo che ciò ha causato un disastro la Commissione Europea ha bisogno di “fare qualcosa” per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dal fatto che per sette anni i suoi burocrati non hanno fatto letteralmente nulla. I popoli d’Europa potrebbero iniziare a farsi domande come “per quale motivo continuiamo a pagargli lo stipendio?”. Hanno un disperato bisogno di un capro espiatorio, di una testa da infilzare su una picca per dimostrare di essere i difensori dei popoli d’Europa, non dei buoni a nulla la cui incompetenza ha causato questo disastro.

Ovviamente, non sono le teste dei terroristi o dei boss del crimine che vogliono. Certo, sarebbe molto meglio, ma si tratta di un lavoro troppo difficile per dei burocrati che hanno solo bisogno di assicurarsi una vittoria di propaganda. Fortunatamente per la Commissione, ci sono dei bersagli più facili da colpire: i possessori legittimi d’armi. Basta decidere quale tipologia d’arma ha l’aspetto più pauroso, chiamarle “particolarmente pericolose” e chiedere che siano messe al bando.

“TUTTO O NIENTE”

Con un gioco politico da maestro, la Commissione mette insieme un pacchetto di misure necessarie e le sue inutili restrizioni d’ispirazione puramente politica. Se il Parlamento Europeo accetterà le misure necessarie, darà alla Commissione Europea il trofeo che cerca; se il Parlamento si rifiuterà di violare i cittadini europei per motivi puramente politici, la Commissione potrà gridare che “Il Parlamento Europeo rifiuta di approvare misure necessarie per la sicurezza dei popoli europei”. Comunque vada, la Commissione vince a spese dei cittadini.

Ovviamente, la Commissione Europea potrebbe anche mettere da parte la sua agenda politica per consentire il passaggio rapido e con un’ampia maggioranza delle misure veramente necessarie. Se la Commissione avesse deciso di abbandonare i suoi propositi restrittivi sulle armi legali detenute da cittadini onesti già a marzo, le misure veramente necessarie alla sicurezza comune – come gli standard sulla disattivazione e un migliore tracciamento della circolazione delle armi – sarebbero già state approvate.

Ma per i burocrati, la loro agenda politica è più importante della sicurezza dei popoli d’Europa. Ed è probabile che vedremo gli asini volare prima che quest’atteggiamento cambi.

David Karásek

One Comment on “COMMISSIONE EUROPEA: RICATTIAMO IL PARLAMENTO PER METTERE A RISCHIO I CITTADINI”

  1. La “mentalità ristretta” dovrebbe abbandonarla la commissione.

    Sono loro che mettono in pericolo la sicurezza dei cittadini perdendo tempo a vessare le persone incensurate su cose che non hanno nulla a che vedere con il terrorismo e la criminalità.

    Perseguono i loro interessi che non hanno nulla a che vedere con la sicurezza.

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